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L’inquinamento atmosferico si sta rivelando uno dei problemi più gravi del ventunesimo secolo: le emissioni aumentano di anno in anno e con esse le conseguenze per la salute del pianeta e di chi lo alberga.

Le politiche di contenimento della produzione di emissioni inquinanti sono da tempo inadeguate e insufficienti a ripristinare l’equilibrio ambientale sulla Terra: molto spesso i potenti raggiungono accordi palesemente utopici e che, infatti, restano validi soltanto sulla carta.

 

Le maggiori cause di inquinamento

 Emissioni industriali

Le principali cause dell’inquinamento atmosferico sono riscontrabili nelle emissioni industriali che riguardano la maggior parte dei paesi della comunità internazionale, da quelli in via di sviluppo a quelli più industrializzati, le cui industrie immettono nell’aria quantità indefinite di tonnellate di anidride carbonica e altre sostanze altamente inquinanti.

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Riscaldamento e traffico veicolare

Tra le altre cause di inquinamento atmosferico dobbiamo annoverare il riscaldamento degli edifici e il traffico veicolare.

 

Da recenti studi l’utilizzo massivo di sistemi di riscaldamento per edifici è una causa che incide notevolmente sul livello di particolato presente nell’aria che respiriamo: nei periodi più caldi, infatti, il livello di polveri sottili subisce cali evidenti e la qualità dell’aria ne beneficia di gran lunga.

 

Nell’ambito del traffico veicolare, oltre le domeniche ecologiche di rappresentanza, si sono attuati degli accorgimenti molto importanti al fine di limitare il più possibile il fenomeno della produzione di emissioni inquinanti.

Rimedi contro inquinamento da veicoli

Un accorgimento molto efficace in tal senso è stato l’AdBlue, un additivo per gasolio molto richiesto dai proprietari di camion, macchine agricole e autoarticolati che, grazie a una particolare reazione chimica, riduce notevolmente la produzione di emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto.

Al centro del dibattito per via di una crisi generale dei massimi fornitori mondiali, l’AdBlue è stato definito l’oro blu dei trasporti per via della sua importanza e delle quotazioni che hanno subito un’evidente impennata negli ultimi mesi.

L’additivo per gasolio, utilizzato anche dalle auto con certificazione euro 6, merita un opportuno approfondimento, perché molto probabilmente avrà un ruolo sempre più cruciale nel mondo dei trasporti.

Cos’è l’AdBlue

L’AdBlue è un additivo, chiamato anche DEF (ovvero Diesel Exaust Fluid), che viene immesso nel condotto di scarico del veicolo tramite l’apposito serbatoio.

Questo particolare additivo, quindi, permette il funzionamento delle macchine diesel dotate di catalizzatore SCR (il catalizzatore di riduzione selettiva catalitica), un componente volto a ridurre le emissioni di ossidi di azoto nell’atmosfera; accorgimento che risulta molto efficace per proteggere le condizioni ambientali del nostro pianeta.

Ma perché l’AdBlue e il catalizzatore SCR raggiungono tale risultato?

Tutto dipende da una particolare reazione che si sviluppa nel secondo.

La reazione che salva l’ambiente

 

La reazione che salva l’ambiente si produce nel momento in cui entrano in contatto l’urea dell’AdBlue col vapore acqueo che si genera nel catalizzatore SRC.

Ecco le fasi della reazione.

Alla temperatura di 200° l’urea entra in contatto col vapore acqueo e si trasforma in ammoniaca e anidride carbonica: è proprio questa reazione chimica che permette l’abbattimento della produzione di emissioni dannose nell’atmosfera.

 

Il contatto tra ammoniaca e ossidi di azoto dà vita a una reazione chimica dalla quale si formano azoto e acqua: è proprio quest’ultima fase della reazione che permette al veicolo di ridurre in maniera consistente la produzione di ossidi di azoto, dannosi per l’ambiente circostante.

 Tipologie AdBlue

L’AdBlue per gasolio viene venduto sul mercato secondo varie forme e quantitativi, ecco le modalità più diffuse sul mercato:

  • AdBlue sfuso;
  • AdBlue fusto da 200 litri;
  • tanica AdBlue da 10 litri;
  • tanica AdBlue da 20 litri;
  • AdBlue 1000 litri.

Nonostante la crisi e la scarsa presenza sul mercato dell’additivo, alcuni shop online riescono ancora a garantire l’approvvigionamento in tempi rapidi e a prezzi competitivi: per questo motivo vi consigliamo di scandagliare per bene il web prima di mollare la presa!

 Quali veicoli usano l’AdBlue

Proprio per salvaguardare l’ambiente la legge italiana ha previsto come obbligatorio il rabbocco di AdBlue per una serie di veicoli a lunga percorrenza.

Si stima che tale misura possa diminuire in maniera sensibile il quantitativo di emissioni prodotte ogni anno dal traffico veicolare, uno degli addendi più importanti nel campo dell’inquinamento atmosferico.

Ecco i veicoli che per legge sono obbligati al rabbocco di AdBlue:

  • camion;
  • autoarticolati;
  • macchine agricole;
  • furgoni;
  • tutte le vetture diesel con certificazione Euro 6 che abbiano integrato il catalizzatore SRC.

Per questi veicoli, pertanto, risulta obbligatorio dal 2016 il rabbocco di AdBlue per la legittima circolazione: addirittura sono installati dei sistemi di bloccaggio del veicolo nel caso in cui la quantità di additivo presente nell’apposito serbatoio scenda sotto una determinata soglia di sicurezza.

La mancanza di AdBlue: rischi e conseguenze

La naturale conseguenza della mancanza di AdBlue è quella di un rischio attuale e concreto per la circolazione dei mezzi, un pericolo che bisogna evitare in qualsiasi modo e con qualsiasi strumento a disposizione: infatti se la situazione non venisse risolta nelle prossime settimane, allora tutti i mezzi di trasporto obbligati al rabbocco dell’additivo dovrebbero fermarsi, con conseguenze gravi per tutto il settore industriale.

Si stima che, qualora dovesse continuare la crisi dell’AdBlue, oltre un milione e mezzo di macchine sarebbero costrette a fermarsi e a non consegnare merci di ogni tipo.

Immaginate cosa questo possa significare per il ciclo produttivo del paese (ma bisogna sottolineare che la crisi non è soltanto italiana e si estende a tutto il vecchio continente): un ritardo nelle consegne in ogni settore, dal farmaceutico a quello alimentare, porterebbe il sistema economico nazionale al collasso.

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Un’eventualità che in tempi di pandemia da coronavirus e di venti di guerra nel bel mezzo dell’Europa di sicuro non possiamo permetterci.

L’AdBlue ormai scarseggia e il prezzo schizza alle stelle di giorno in giorno, d’altra parte ogni tentativo di reperirlo da canali collaterali si rivela vano e molto rischioso.

Sconsigliamo fortemente di adottare soluzioni fai da te e di manomissione dei serbatoi e dei sensori di rilevazione dell’AdBlue: queste operazioni, infatti, sono illegali e chi le mette in pratica rischia gravi sanzioni, civile e lavoristiche.

Inoltre, gli addetti del settore affermano che agire in maniera improvvisata e occasionale sui veicoli può provocare gravi malfunzionamenti ai mezzi di trasporto.

Quale sarà il futuro del tanto famoso e ricercato additivo per gasolio?